Case study: l'impatto dei social sulla produttività

Pubblicato il 2 giugno 2026 alle ore 16:27

“Ancora tre video, poi smetto!” Chi non si è mai fatto questa falsa promessa? Perché siamo così attirati dai video e non passiamo quel tempo in modo più produttivo? In un mondo così condannato ad annegare nelle dinamiche e nei bias dei social media, trovare soddisfazione nell’essere disciplinati è diventato un’impresa.

Ma perché abbiamo questa difficoltà? Dai primi anni 2000, con la nascita dei primi social media, l’obiettivo di ogni medium è quello di portare le persone a restare incollate allo schermo per il più tempo possibile. Non è cattiveria, di fatto il loro guadagno deriva proprio da questo: ricade però su di noi l’istinto di proteggerci nella bolla dei social e di quei contenuti futili per non affrontare il resto del mondo.

PERCHÉ ACCADE?

Il problema centrale risiede nell’effetto avvolgente e coinvolgente che crea. È basato tutto su quella che viene chiamata “dopamina social” o “dopamina scrolling”, ovvero il rilascio della dopamina, un neurotrasmettitore che rilascia la gradevole sensazione di soddisfazione che pian piano può portare alla dipendenza.

Il nostro cervello è progettato per cercare la soddisfazione con il minor sforzo possibile. É normale continuare a cercare questo tipo di soddisfazione anche se non è sano per noi.

Quella stessa soddisfazione però potremmo cercarla anche in altre attività: l’esercizio fisico, un progetto completato, una passeggiata al sole, raggiungere un determinato obiettivo. Però questa strada richiede più tempo e impegno, perciò si tende a cercare la stessa sensazione di piacere in una fonte continua e raggiungibile immediatamente.

E qui torniamo alla questione centrale: la disciplina. Sentiamo parlare di disciplina ovunque, come soluzione “miracolosa” a un problema comune.

IL RUOLO DELLA DISCIPLINA

James Clear, nel suo libro Atomic Habits, definisce “la vera disciplina non deriva dalla forza, arriva dal design”. Chi sembra più disciplinato ha solo creato intorno a sé un insieme di sistemi e abitudini che rendono il comportamento “più difficile”, automatico, più semplice e inevitabile. Non lavorano contro il cervello, ma lo manipolano per creare un modo efficace per non cadere nella trappola dei social.

James propone una visione della disciplina che si discosta dall'idea tradizionale di forza di volontà ferrea, concentrandosi invece sulla costruzione di sistemi e abitudini sostenibili. Il nostro cervello infatti non è evoluto per dare priorità a obiettivi a medio o lungo termine ma alla sopravvivenza immediata: per questo motivo siamo sempre alla ricerca della maniera per avere tutto col meno impiego di energia possibile, cercare la via più semplice per avere lo stesso risultato. E questo è quello su cui i social fanno tanto pressione: essere soddisfatti immediatamente, quando e dove vuoi.

IL RUOLO DEI SOCIAL

TikTok insieme ad altri social come Instagram, X hanno un ruolo centrale in questo processo.
Resta il fatto che un social del genere è capace di attrarre, intrattenere, educare, informare, ma allo stesso tempo anche di ingannare con i suoi contenuti brevi ma molto efficaci.

La tipologia di contenuto di questo social ci ha reso ancora più vittime del telefonino e della dopamina immediata, che riceviamo senza alcuno sforzo in cambio del nostro tempo.

Sono però una trappola in cui quotidianamente si cade, magari anche senza accorgersene. Il primo passo per liberarsi da questa condizione è diventarne consapevoli. Sì, perché spesso non si è in grado di riconoscere una brutta abitudine fino a quando non sono gli altri a farla notare.

SIAMO CONDANNATI?

Per quanto sia innegabile che molti siano intrappolati, esiste sempre una via d’uscita. Perché maturare vuol dire riconoscere che il problema è sempre stato il nostro cellulare.

Limitare il nostro utilizzo del cellulare può essere sicuramente la soluzione migliore di tutte. Esistono molti modi, tra applicazioni, impostazioni di sistema che ci permettono di bloccare i social o determinate applicazioni (oppure il telefono direttamente) a cui dedichiamo troppo del nostro tempo.

È importante però essere realisti: cambiare non implica una soluzione immediata, non è possibile eliminare in un giorno tutte le nostre cattive abitudini. Avete mai visto una persona smettere di fumare di colpo senza avere delle ricadute?

Alcune strategie importanti: evitare l’uso del telefono la prima ora appena svegli e l’ultima ora prima di andare a dormire può davvero cambiare le giornate. Lasciare che sia il corpo a svegliarsi con calma, senza stimoli esterni o suoni fastidiosi, e allo stesso modo lasciare che si rilassi permette di dormire meglio e sentirsi molto più riposati il giorno dopo.

In conclusione, non sono pericolosi i social in sé, ma il modo in cui siamo abituati ad utilizzarli. Recuperare il controllo del proprio tempo significa anche essere consapevoli e intenzionali sulle nostre abitudini, invece di subirle passivamente.

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