Ho disinstallato Instagram per 15 giorni: fallito

Pubblicato il 20 giugno 2026 alle ore 12:00

INTRODUZIONE

Nella vita è importante riconoscere le proprie debolezze, ancora più importante è riuscire ad affrontarle e trovarne una soluzione. Io sto cercando di farne una vera lezione di vita.

Ho criticato i social, ma mi sono resa conto che non ho mai davvero fatto qualcosa per salvare me stessa, mai, fino a 15 giorni fa. Il problema principale del mio stile di vita è vivere col pilota automatico: sono arrivata a non rendermi conto di star perdendo giornate intere vivendole in modo uguale e sempre sconnesso. Non sentivo di avere il pieno controllo della mia vita ed è il motivo per cui ho scelto di iniziare questo detox. Dovevo cambiare il mio rapporto col telefono prima che fosse troppo tardi.

I miei obiettivi erano chiari: ridurre il tempo di utilizzo dello schermo, aumentare la mia capacità di attenzione e, in particolare, essere intenzionale nella mia vita e nelle altre attività.

I PRIMI 3 GIORNI

Ho disinstallato Instagram verso le 11 di mattina, inconsciamente ho tentato numerose volte di prendere il telefono per aprire un’applicazione che ovviamente non c’era. Del resto si sa che i primi tre giorni quando molli una dipendenza sono i più difficili.

Le mattine al contrario sono state più facili: mi alzavo massimo 15 minuti dopo essermi svegliata non avendo nessun motivo per restare a letto e le mie giornate potrei descriverle con un solo aggettivo: silenziose. Non ero più circondata da canzoni di tendenza, trend al limite dell’ignobile, video fatti con l’AI solo col gusto di far ridere le persone. La mia mente è finalmente libera da ogni suono e ogni pensiero eccessivo su argomenti che non mi riguardano affatto.

Ovviamente non sono infallibile: a volte pur di guardare lo schermo del telefono ho ripiegato spesso sui videogiochi, non è molto lodevole ma voglio essere il più sincera possibile con me stessa e con chi legge.

Ho notato una cosa importante: è finito il confronto con persone che non sanno della mia esistenza.
Mi concentro solo sulla mia vita perché è l’unica che posso vedere e posso vivere come io penso sia giusto, non come altri pensano che lo sia.

Ho riempito i vuoti di tempo con altre attività che migliorino la mia capacità dell’attenzione, in particolare guardando video di trenta/quaranta minuti senza distrazioni per rimanere concentrata e provare a memorizzare più informazioni possibili (attività che mi ha colpito in maniera molto positiva). Tra le altre attività anche scrivere è sicuramente una di queste, per cui questo articolo l’ho usato un po’ anche come un pretesto per esercitarmi e forzarmi a non procrastinare un’attività da cui traggo molta soddisfazione personale.

Dormire è altrettanto facile: senza suoni e immagini di centinaia di video che guardavo prima di dormire, la mia mente è così limpida che posso solo ripensare a cosa ho fatto in giornata, cosa farò domani e proiettarmi sempre per una me del futuro migliore.

A METÀ SFIDA: LE DIFFICOLTÀ

A metà sfida è iniziato il crollo: ho reinstallato Pinterest, pensando che mi avrebbe semplicemente aiutata ad avere nuove idee: è parzialmente vero. Mi ha dato la motivazione di finire un paio di lavoretti che non avevo concluso e ho provato nuove ricette da introdurre nel mio quotidiano. Tuttavia ho finito per usarlo come ripiego per sostituire i reel di Instagram ed è stato esattamente questo il motivo per cui, alla fine, ho perso la sfida. Non sono riuscita a separarmi dal bisogno di guardare il telefono o uno schermo in generale e non mi sono mai data il tempo di annoiarmi davvero.

Durante questa fase ho anche smesso di guardare video lunghi, non trovando video di mio interesse, appunto perché annoiarmi non l’ho mai considerata come una vera opzione, come quella di aprirmi ad argomenti nuovi provando a concentrarmi anche su quelli.

Anche aver reintegrato la musica ha giocato il suo ruolo negativo: niente silenzio vuol dire niente noia, niente noia vuol dire non raggiungere l’obiettivo.

CONSIDERAZIONI FINALI E DEI CONSIGLI PER MIGLIORARE

Globalmente non saprei dire quanto o se mi abbia effettivamente aiutato questa sfida (fatta eccezione per i primi giorni dove il cambiamento è stato abissale). Fino all’ultimo giorno ho sentito la necessità di aprire Instagram, per cui il mio obiettivo di disintossicarmi non ha funzionato se non parzialmente.

In sostanza, alla fine dei 15 giorni mi sento sicuramente più presente nella mia vita, mi sento più intenzionale a passare le mattine parzialmente senza telefono. Sono arrivata alla conclusione che non è in realtà il singolo social network, ma tutte le distrazioni che il telefono contiene. Certo, solo senza Instagram mi sono ritrovata più volte ad annoiarmi col telefono in mano non capendo nemmeno perché lo guardassi, però avendo trovato nuove cattive abitudini su cui ripiegare non ha fatto differenza.

Per chiunque voglia quindi iniziare una sfida come la mia, non si limiti a incolpare una singola applicazione, ma veda nella globalità delle possibilità che il telefono porta per capire come limitarlo nella maniera più sana possibile per la propria vita.

Se dovessi rifarla (molto probabile) terrei in conto questa serie di consigli
- Preparare in anticipo una lista di attività da fare nei momenti di noia;
- Passerei alla sveglia classica: eliminando la possibilità di guardare uno schermo come primissima cosa quando apro gli occhi;
- Limiterei molto la musica appositamente nelle parti in cui più la vorrei per dare più spazio alla mia mente di ragionare e pensare (in macchina, mentre pulisco, mentre studio);
- Mi concentrerei di più sul costruire una routine mattutina e una serale limitando gli stimoli esterni;
- Limiterei l’uso del telefono, non di un’app.

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